Gli esordi

Sono nato a Palermo il 15 novembre del 1958. Appena compiuti i sette anni sono stato catapultato nelle lande del nord-est seguendo un iter abbastanza comune per molte famiglie che dal sud si spostavano al nord per lavoro.
Ho trovato in famiglia un ambiente che predisponeva alla musica. Mia madre, che proviene da una famiglia dove tutti suonavano qualcosa, da giovane suonava il violino. Mio padre, classe 1919, è appassionato di musica classica e chitarrista dilettante. Entrambi mi hanno preparato il terreno facendo in modo che io mi trovassi in casa molti strumenti.
Scartata l’ipotesi di suonare il piano, era in realtà spesso occupato da mia sorella, ho provato a fare i primi passi con una chitarra quasi insuonabile, una vecchia Bagnini super economica comprata da mio padre per corrispondenza.

Credo che la mia voglia di imparare fosse così tanta che la durezza dello strumento non mi abbia più di tanto ostacolato. Un amico delle medie, avevo più o meno dodici anni, aveva una Eko decisamente più confortevole.
Fu dopo averla suonata che mi resi conto che avrei dovuto al più presto procurarmi i soldi per una nuova chitarra. Misi da parte l’occorrente e andai da Zuccolo, un negozio del centro di Udine che allora andava per la maggiore.
Superata la leggendaria antipatia del negoziante, ricordo che quando entravi lo trovavi sempre dietro alla sua fisarmonica e con lo sguardo sembrava dicesse: “se hai deciso di interrompermi per non comprare niente ti caccio fuori a calci!”, comperai una superba Melody Guitar della serie “doppia imitazione”, cioè una chitarra che imitava una Eko e che a sua volta imitava una Gibson… al di là di questo devo dire che l’acquisto è stato determinante.
La chitarra aveva una tastiera favolosa, almeno rispetto a quell’osso della Bagnini, e in più aveva un piccolo pick-up che mi dava la possibilità di collegarla alla vecchia radio a valvole di mio padre. In parole povere il suono che ne veniva fuori era molto, molto vicino a quello dei chitarristi jazz che amo ascoltare oggi!


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